“Abbiamo ricevuto brutte notizie” in merito all’imminente decisione della Commissione Ue sulla petizione “My voice my choice” per creare un meccanismo che renda l’aborto libero e sicuro nell’Unione europea. A rivelarlo sono i promotori della campagna sottoscritta da più di un milione di cittadine e cittadini europei: “Secondo informazioni non ufficiali, la bozza della decisione è stata redatta con un atteggiamento negativo”, scrivono. “Ma c’è ancora tempo per far cambiare idea”. Così il tam tam corre sui social per firmare una nuova petizione indirizzata direttamente alla Commissione, che il 26 febbraio deciderà a porte chiuse il destino di questa campagna dal basso che riguarda la vita di 20 milioni di donne. Secondo le stime dei coordinatori del progetto, tale è il numero di donne che hanno difficoltà o impossibilità di accesso all’aborto in Europa.
“Noi chiediamo che gli Stati membri offrano un sostegno finanziario per agevolare l’accesso alle varie pratiche abortive, interventi e misure mediche”, spiegano dal coordinamento della campagna in Italia (Matteo Cadeddu, Alice Spaccini, Federica Vinci). Se approvato dalla Commissione, il dispositivo legislativo contenuto nella proposta consentirebbe ad
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