Quando si è reso conto che suo figlio Amir si trovava proprio al Nova Festival, il rave party a pochi passi dalla Striscia di Gaza dove domenica il gruppo terroristico di Hamas ha ucciso 260 ragazzi, il giornalista Nir Gontarz, del quotidiano israeliano Haaretz, ha iniziato disperatamente a cercare un modo per salvare il ragazzo, e intanto, nelle ore drammatiche dell’assedio, ha condiviso sui social tutto quello che riusciva a sapere.
Nel primo pomeriggio, su Twitter, ha scritto: «Mio figlio è sotto attacco, nel sud. Sono andato lì, ma sono stato completamente bloccato dall’esercito e dalla polizia a 15 chilometri da lui. La polizia e l’esercito ai posti di blocco non erano pronti ad ascoltarmi». E ancora: «Mio figlio è attualmente circondato da squadroni che sparano. Non c’è nessuno dell’esercito e della polizia con cui confrontarsi. Non ci sono né esercito né polizia. Solo terroristi».
Dopo circa tre ore, Nir Gontarz, ormai terrorizzato, ha condiviso un post allarmante: «I contatti con Amir sono stati interrotti. Si


