I ricercatori del Korea National Institute of Science and Technology (KIST) hanno sviluppato un nuovo materiale in grado di resistere fino a 1.000 ºC senza perdere le sue proprietà, supportando senza problemi anche l’illuminazione ultravioletta. La sostanza refrattaria sarà utile, secondo gli scienziati, nei sistemi termici fotovoltaici e anche nello spazio, nelle tecnologie aerospaziali. La scienza chiama “radiazione termica” la radiazione elettromagnetica emessa da qualsiasi materia che abbia una temperatura superiore allo zero assoluto. Deriva dal calore generato quando le cariche nei materiali si muovono e vengono rilasciate sotto forma di radiazione elettromagnetica. Da tempo gli scienziati cercano di sfruttare questa radiazione come fonte di energia, utilizzando il calore generato nelle centrali termoelettriche, ad esempio, per riscaldare, raffreddare o addirittura produrre energia elettrica. Per questo sono necessari materiali termici refrattari , ed è qui che entra in gioco la recente invenzione.
Come sfruttare l’energia termica?
Materiali come tungsteno, nichel e nitrito di titanio sono comunemente usati come conduttori refrattari, ma si ossidano facilmente a temperature molto elevate. La soluzione dei ricercatori coreani è stata quella di utilizzare ossido


