LEAL ha visionato con i propri legali il sito di una azienda di vernici segnalato da attivisti e volontari e sono stati prodotti screenshot del sito dove si pubblicizzava con tanto di foto del prodotto e degli animali, l’efficacia di esche velenose. Era specificato “Morte del gatto” e “500 esche che possono uccidere fino a 500 gatti randagi”. Nel mirino delle esche killer, oltre a cani e gatti, vi erano specie protette in Europa quali i pipistrelli e specie selvatiche tra cui volpi e cinghiali ma anche serpenti. Un disclaimer del sito informava che le esche non sarebbero state inviate in Paesi in cui le specie elencate sono sotto tutela. Tuttavia i commenti di soddisfazione degli utenti, scritti anche in italiano lasciavano molti interrogativi e dubbi in proposito. Dopo le proteste di tanti utenti indignati il sito ha dapprima attribuito le vendite di questi prodotti ad un’operazione di hackeraggio. La parola “esca” è stata sostituita “repellente” ed eliminando tutto quello che potrebbe costituire un reato.
Gian Marco Prampolini, presidente LEAL ha dichiarato: “Come associazione che tutela gli animali non possiamo esimerci


