BRUXELLES – Antonio Ferrara, l’italiano salito alle cronache mondiali come il “Re delle evasioni”, comparirà davanti ai giudici di Bruxelles a fine aprile. Il cinquantunenne originario di Cassino è accusato, insieme ad altri nove complici, di aver pianificato una rapina a mano armata in Germania, sventata in extremis nel febbraio 2025 grazie a un’operazione congiunta delle polizie di Francia, Belgio e Germania.
Il blitz e la libertà provvisoria
Ferrara era stato arrestato a Eupen, in Belgio, il 27 febbraio 2025, proprio mentre l’attacco appariva imminente. Dopo aver trascorso circa otto mesi in custodia cautelare, è stato rilasciato su cauzione lo scorso novembre. Si presenterà quindi in aula da uomo libero, così come molti dei suoi co-imputati, tra cui figura il fratello Massimiliano Ferrara, alcuni dei quali sono attualmente sottoposti al regime del braccialetto elettronico.
Una leggenda del banditismo francese
Ferrara non è un nome qualunque per gli inquirenti europei. Figura di spicco del banditismo d’oltralpe sin dagli anni ’90, la sua carriera criminale è costellata di assalti a furgoni portavalori e colpi spettacolari, ma sono le sue evasioni ad averlo reso una figura “leggendaria”.
Nel 1998 riuscì a fuggire durante un trasferimento in ospedale, restando latitante per ben quattro anni.
Nel 2003 la sua evasione più celebre: avvenne al penitenziario di Fresnes. Un commando di complici travestiti da poliziotti attaccò il carcere con armi pesanti e un lanciarazzi, facendo esplodere i cancelli per liberarlo.
Il nuovo processo
L’imminente dibattimento a Bruxelles cercherà di far luce sulla rete transfrontaliera che Ferrara avrebbe coordinato per il colpo in Germania. Nonostante il suo curriculum criminale di altissimo profilo, la difesa punterà sulla nuova condizione di libertà vigilata per ridimensionare il ruolo del “Re delle evasioni” nell’ultima operazione fallita.



