L’indagine della DGCCRF su 129 produttori di burro in Francia mostra come questo ingrediente sia spesso non conforme. Tra le pratiche irregolari riscontrate vi sono etichette fraudolente, miscele di burri di scarsa qualità e un eccessivo contenuto d’acqua
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Noi italiani preferiamo l’olio extravergine di oliva ma anche il burro è un ingrediente spesso presente sulle nostre tavole e nelle nostre preparazioni culinarie. In Francia, dove questo alimento è decisamente più utilizzato e che spesso si vanta della sua qualità, negli ultimi tempi proprio il burro è stato attenzionato dalle autorità che hanno scovato una serie di irregolarità di non poco conto lungo tutta la filiera produttiva.
I consumatori sono sempre più attenti alla qualità e all’origine dei prodotti che acquistano, e il burro non fa eccezione. La crescente domanda globale di burro, unita all’aumento dei prezzi di vendita, ha creato un terreno fertile per pratiche fraudolente che minacciano la trasparenza e la genuinità dei prodotti lattiero-caseari.
Proprio per questo la DGCCRF (Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des

