Il generale Roberto Vannacci si confessa oggi in un’intervista al Corriere della Sera. Nel colloquio con Aldo Cazzullo racconta che ritiene l’accusa di istigazione all’odio razziale «totalmente infondata. Il mio libro è un’ode alle diversità. Ma l’elogio della diversità è ben diverso dalla discriminazione. La diversità consiste nel riconoscere caratteristiche diverse in ognuno di noi: cultura, origini, etnia, religione, credo politico. La discriminazione riguarda i diritti e la dignità; e nei miei libri non vi è traccia di questa esecrabile posizione ideologica». Mentre non ritirerà la querela a Pier Luigi Bersani: «Non sono una persona vendicativa. Ho aspettato il limite giuridico dei 90 giorni prima di sporgere denuncia; ma in tutto quel tempo dall’onorevole Bersani non una parola di ripensamento
Il generale Vannacci: «Ma dove lo vedete il patriarcato in Italia? Il mio libro è dedicato a mia madre»
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