Le donne non potevano partecipare alla Maratona di Boston ma nel 1967 Kathrine Switzer con un espediente si iscrisse lo stesso: l’ufficiale di gara, Jock Semple, tentò inutilmente di fermarla ma lei arrivò fino al traguardo
@Harry Trask/Wikipedia
Negli anni ’60 il mondo dello sport era ancora fortemente dominato dagli uomini e le donne erano spesso escluse da molte competizioni. Uno degli eventi simbolo di questa discriminazione era la Maratona di Boston che fino al 1967 non ammetteva ufficialmente partecipanti di sesso femminile. Fu proprio in quell’anno che una giovane donna di nome Kathrine Switzer decise di sfidare le regole e cambiare la storia della corsa.
Kathrine Switzer, studentessa e appassionata di corsa, sapeva che la maratona era ufficialmente riservata agli uomini. Tuttavia non esisteva un regolamento esplicito che vietasse alle donne di iscriversi. Conscia di questa lacuna, decise di registrarsi utilizzando le sue iniziali, “K.V. Switzer”, anziché il nome completo. Questo piccolo stratagemma le permise di ottenere un pettorale ufficiale, il numero 261.
Il 19 aprile 1967 Kathrine si presentò alla partenza accompagnata dal suo
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