Far “rivivere” i propri cari defunti tramite l’intelligenza artificiale è una possibilità ormai offerta da diverse app, ma uno studio condotto dall’Università di Cambridge lancia un allarme: questa pratica può causa non pochi danni sociali e psicologici
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L’intelligenza artificiale può far “rivivere” i nostri cari defunti (ormai diverse app offrono questa possibilità), ma uno studio condotto dall’Università di Cambridge lancia un allarme: questa pratica può causa non pochi danni sociali e psicologici.
L’“industria digitale dell’aldilà” è ormai una realtà emergente. Freddie Mercury ha recentemente “cantato” un’emozionante (e agghiacciante) versione di Yesterday dei Beatles: un software IA ha permesso di sentire la sua voce esattamente come ce la ricordiamo, accompagnata per l’occasione solo da una chitarra acustica come spesso accadeva per i live della band.
Alcune app permettono agli utenti persino di tenere conversazioni testuali e vocali con i propri cari scomparsi: le chatbot basati sull’intelligenza artificiale simulano i modelli linguistici e i tratti della personalità


