Rapporti dell’Fbi, sospetti di legami e incontri segreti con la Cia. La storia del padre della sua complice, sotto osservazione perché ritenuto agente dell’intelligence. La storia e le trame intessute da Jeffrey Epstein affiorano negli oltre tre milioni di file desecretati dal Dipartimento di Giustizia americano, tra omissis cruciali e parole scritte difficili da verificare. Quello che è acclarato è che nella rete del finanziere pedofilo – condannato nel 2008 per istigazione alla prostituzione, anche minorile, e trovato impiccato in carcere nel 2019 mentre era in essere l’accusa di traffico sessuale di minorenni – sono finiti potenti, intellettuali, multimilionari. Contatti che trascendevano la provenienza, improntati esclusivamente sull’influenza, la notorietà, il potere e il denaro. E tanto da alcuni documenti come da testimonianze è emerso che Jeffrey Epstein f0sse un agende del Mossad, i servizi segreti israeliani. Ovviamente, la conferma ufficiale non esiste. Negli ultimi giorni, però, è di nuovo rimbalzata sul Times – con enorme rilancio sui social – il rapporto dell’Fbi del 2020, secondo cui il finanziere pedofilo fosse stato addestrato dal Mossad e avesse legami coi servizi di
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