“Quando mi hanno detto che il nuovo cuore per lui era pronto, non volevo portarlo. Avevo una brutta sensazione, ma mi sono detta che questa era la sua salvezza. Ora che mio figlio non c’è più, è il momento della giustizia”. A dirlo, con gli occhi colmi di lacrime, è Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, il bimbo di Nola morto a due anni e mezzo dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Ospite a “Verissimo”, nella puntata andata in onda domenica 1 marzo, la donna ricostruisce la vicenda dal suo punto di vista e spiega come lei ha vissuto quei due mesi sospesi tra dolore, speranza e illusione: “Una sera mi chiamano per dirmi che forse c’era un cuore per Domenico, è stato un giro di illusioni incredibile. Ormai non era più trapiantabile”, spiega Patrizia. Insieme a lei nello studio di Canale 5 era presente anche il suo avvocato Francesco Petruzzi: “C’è stata una frase sussurrata da qualcuno all’orecchio, in napoletano, ‘Signo’, guardatevi i fatti i vostri’, quella frase l’ha allarmata e l’ha portata da me”, racconta il
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