Mai alba fu così dolce, per lo sport italiano degli ultimi anni. Perché forse, nei confini della razionalità tricolore, non sapevamo neppure di poter contare oltreoceano una nazionale di Baseball. Così coraggiosa, ma soprattutto così forte. Il colpo più importante del movimento sportivo azzurro arriva dagli Stati Uniti. Dove stanotte, o meglio all’alba, è successo qualcosa di galattico, sensazionale, mai visto prima.
L’Italia del Baseball ha appena scritto la storia. Ha battuto gli Stati Uniti a Heuston, a casa loro. Volti sgomenti e attoniti, quelli a stelle e strisce. Penultima gara del girone Mondiale finita 8-6 per gli azzurri, con gli States che crollano sotto i colpi di Lorenzen ed i fuoricampo di Teel, Antonacci e Caglianone. Tutto vero. Nella patria di chi ha inventato questo sport, nella patria di chi lo venera, patria che ora rischia d’esser sbattuta fuori a casa sua dai propri domestici Mondiali.
All’Italia manca solo un ultimo tassello: battere il Messico, per centrare i quarti di finale della competizione iridata. Ma comunque vada, è già storia. Perché sì, avevamo già battuto gli States nel novecento, ma per cotanta superiorità si erano presentati con formazioni dilettantistiche. Stavolta s’è battuta una formazione galattica.
Merito di ragazzi che non hanno mai rinnegato il Tricolore e, pur cresciuti oltreoceano, hanno sempre sentito parecchio le loro origine. Gente dai cognomi americani, ma dalle forti radici italiane, tra varesotto, campano e siciliano. Tutto così folle. Tutto così extraordinario. S’è fatta la storia, quella vera.


