TEHERAN – Si apre uno spiraglio diplomatico nella crisi tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump ha accettato di prorogare di due settimane l’ultimatum a Teheran, subordinando però lo stop a una condizione chiave: l’apertura “immediata e completa” dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale.
Trump si è detto fiducioso sull’esito del confronto, assicurando che la questione dell’uranio iraniano sarà “perfettamente risolta” e definendo un eventuale accordo come una “vittoria totale e completa” per gli Stati Uniti.
Il primo round di colloqui è previsto venerdì a Islamabad, in Pakistan, con la partecipazione del vicepresidente JD Vancee degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner.
Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato un cessate il fuoco “immediato e ovunque”, includendo anche altri teatri regionali come il Libano, nel tentativo di allargare la de-escalation.
Tra i punti più delicati resta lo Stretto di Hormuz. Secondo indiscrezioni, il piano in discussione prevederebbe la possibilità per Iran e Oman di introdurre pedaggi per le navi in transito, con fondi destinati – almeno in parte – alla ricostruzione iraniana. Una misura che, se confermata, avrebbe implicazioni dirette sui mercati energetici globali.
Da Israele arriva un sostegno condizionato all’iniziativa americana. Il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha confermato l’appoggio alla sospensione temporanea delle ostilità con l’Iran, ribadendo però che il cessate il fuoco non si estende al Libano.
Tel Aviv ha inoltre sottolineato l’obiettivo condiviso con Washington: impedire che l’Iran rappresenti una minaccia nucleare, missilistica o terroristica per la regione.
Sul fronte diplomatico si attiva anche l’Europa. L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas è attesa oggi in Arabia Saudita per una serie di incontri con i vertici regionali, con l’obiettivo di esplorare possibili vie d’uscita negoziali.
Secondo fonti europee, il momento resta “estremamente pericoloso”, con il Golfo coinvolto in un conflitto che rischia di allargarsi ulteriormente dopo i recenti attacchi iraniani con droni e missili.
Nonostante l’apertura diplomatica, la situazione resta altamente instabile. La tregua proposta appare più come una pausa tattica che una soluzione definitiva, mentre restano aperti i nodi cruciali: il programma nucleare iraniano, la sicurezza delle rotte energetiche e l’estensione reale del cessate il fuoco nei vari teatri regionali.


