TEHERAN – Tregua in extremis tra Stati Uniti e Iran allo scadere dell’ultimatum lanciato da Donald Trump, ma l’intesa viene subito messa in discussione dall’offensiva israeliana in Libano.
Il cessate il fuoco di due settimane, annunciato nella notte grazie alla mediazione del Pakistan, provoca un immediato calo dei prezzi di petrolio e gas, ma non ferma Benjamin Netanyahu, che dà il via all’operazione “Oscurità eterna” contro Hezbollah.
Raid intensi colpiscono Beirut e altre aree del Paese, causando centinaia di morti e feriti. Dura la reazione di Teheran, che avverte: “Se non si fermano, salta tutto”. Trump ridimensiona la portata degli eventi parlando di “scaramucce” e sottolineando che il Libano non rientrava nell’accordo. Condanna invece arriva dalle Nazioni Unite per gli attacchi israeliani.
Nel frattempo, un convoglio italiano della missione UNIFIL è stato raggiunto da colpi di avvertimento dell’esercito israeliano: danneggiato un mezzo Lince, ma senza feriti. Ferma la reazione dell’Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che convoca l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti.
Prime navi tornano a transitare nello stretto di Stretto di Hormuz, anche se il quadro resta incerto. I mercati, però, reagiscono positivamente all’intesa: le Borse europee festeggiano e Milano chiude in forte rialzo (+3,7%).


