Nei giorni e nelle ore dell’attesissimo avvio della nuova stagione di F1, con tanto di avvicendamenti e soprattutto quel nuovo regolamento che sta ribaltando orizzonti d’ambizione e concetti ingegneristici, tiene banco in maniera minacciosa e sopra qualsiasi argomento e/o preoccupazione il conflitto che sta esplodendo in Medio Oriente.
La nuova stagione di Formula, come vi avevamo anticipato ad inizio settimana, prevede chiaramente diversi Gran Premi in Medio Oriente. E tra l’altro, i due al centro delle preoccupazioni, pure consecutivi. Parliamo del GP del Bahrein nel weekend dal 10 al 12 aprile e di quello d’Arabia Saudita, che dovrebbe calzare nel successivo, dal 17 al 19 aprile.
Il condizionale, a questo punto, è minimo requisito. Anzi, il ventaglio più grosso delle possibilità è che si trasformi in condizionale passato. Ben presto potremmo ritrovarci a parlare di GP che si sarebbero dovuto disputare, ma che invece più passano i giorni e più da quelle parti si vivono tumultuose e drammatiche ore e più prende corpo la prospettiva che tali non si disputeranno mai.
La prossima settimana sarà presa dai vertici F1 la decisione definitiva. Ma traspare pessimismo. Negli ultimi giorni, tra i massimi corridoi e segrete stanze della FIA, s’era pure vagliata la possibilità di spostarli: quindi Imola e Portimao prese in considerazione. Ma non c’è tempo necessario. In un mese, non c’è modo di riarrangiare, spostare e riorganizzare eventi di questa portata. Per questo, la pista più concreta è che il doppio appuntamento Bahrein e Arabia venga cancellato. Si creerebbe un precedente, sì, ma per cause di forza maggiore.


