Gli animali “brutti” vengono discriminati: ai vertebrati l’83% dei fondi per la conservazione (agli altri poco e niente)

Negli ultimi decenni, la distribuzione dei fondi destinati alla conservazione della biodiversità è stata fortemente sbilanciata a favore di alcune specie, a discapito di molte altre ugualmente minacciate. Un recente studio condotto dalle Università di Hong Kong e Firenze, pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS, ha analizzato oltre 14.500 progetti di conservazione finanziati tra il 1992...

Anfibi, invertebrati, piante e funghi sono quasi ignorati dai fondi per la conservazione della biodiversità che in gran parte vengono assegnati ai vertebrati

Negli ultimi decenni, la distribuzione dei fondi destinati alla conservazione della biodiversità è stata fortemente sbilanciata a favore di alcune specie, a discapito di molte altre ugualmente minacciate. Un recente studio condotto dalle Università di Hong Kong e Firenze, pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS, ha analizzato oltre 14.500 progetti di conservazione finanziati tra il 1992 e il 2016, rivelando un quadro preoccupante: la maggior parte delle risorse è stata destinata ai vertebrati, mentre molte altre specie fondamentali per gli ecosistemi sono rimaste senza adeguato supporto.

Secondo i dati raccolti, dei 1.963 miliardi di dollari stanziati per la conservazione, ben l’82,9% è stato assegnato ai vertebrati, con una forte preferenza per i mammiferi di grande taglia e per le specie più iconiche, come elefanti e tartarughe marine.

Al contrario, anfibi, invertebrati, piante e funghi ricevono finanziamenti nettamente inferiori, nonostante il loro ruolo cruciale negli equilibri ecologici. In particolare gli anfibi, tra i vertebrati maggiormente a


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