Se dovessero suonare alla vostra porta potete stare certi che qualcosa per voi c’è. L’entità non si conosce in anticipo, ma un’eredità arriva per certo se un genealogista vi cerca. Tre storie di cacciatori di eredi sono raccontate nel podcast Rami di Chora. Sono tre casi emblematici affrontati da Coutot-Roehrig, società francese che da oltre un secolo si occupa di ricostruire alberi genealogici. Sono ritrovamenti di eredità, ma anche storie familiari e umane quelle che si scoprono nel racconto di Francesca Berardi accompagnata da Nadia Spatafora, che dirige la sede italiana di Coutot-Roehrig e si occupa da oltre vent’anni di ricostruire alberi genealogici e di eredità nascoste.
L’inizio è sempre lo stesso: la morte di una persona che lascia un’eredità, ma non ha apparentemente eredi. Da qui comincia il lavoro del genealogista successorio. «Sono persone sole, che muoiono sole, senza famiglia conosciuta», spiega Nadia Spatafora, «e la mia professione è cercare gli eredi di queste persone per dare a loro l’eredità che può essere una casa, conti bancari, gioielli, auto, ma anche tutto quello che può avere valore, dai libri, alle

