Parte del campo osservato dal JWST per l’indagine sulla Cosmic Evolution Early Release Science (CEERS). Alcune di queste galassie sono più luminose del previsto, ma potrebbe non essere un grosso problema. (Credito: NASA, ESA, CSA, Steve Finkelstein (Università del Texas ad Austin))
L’apparente crisi nei nostri modelli dell’universo, causata dalle galassie incredibilmente grandi poco dopo il Big Bang, potrebbe non essere affatto una crisi, secondo un nuovo studio. Gli autori hanno concluso che le dimensioni delle galassie in questione potrebbero non essere così grandi come inizialmente stimato.
Il JWST ha svelato un universo primordiale che, sebbene non corrisponda esattamente alle nostre aspettative, non è così diverso da mettere in crisi la fisica. Le immagini straordinarie catturate dal JWST hanno notevolmente ampliato la nostra comprensione dei pianeti che orbitano intorno alle stelle vicine. Tuttavia, il maggiore impatto del JWST sulla scienza potrebbe essere rappresentato dalla scoperta ripetuta di galassie evolute in modo inaspettato nei primi cento milioni di anni dopo il Big Bang.
Queste galassie sono passate da essere considerate semplici anomalie a costituire un grande enigma, con alcuni esperti che


