ITER, il più grande reattore a fusione del mondo, sta affrontando notevoli ritardi e un incremento del budget di oltre 22 miliardi di dollari: il progetto mira a replicare le reazioni stellari per un futuro energetico sostenibile e senza emissioni di carbonio
@ITER/Facebook
Il futuro dell’energia sta per essere riscritto con ITER, il più grande reattore a fusione del mondo. Dopo vent’anni di lavoro, i magneti superconduttori che costituiscono il cuore di questo colossale progetto sono finalmente completati. Ma cosa lo rende così speciale?
Questa straordinaria macchina sperimentale punta a replicare le reazioni che alimentano le stelle, promettendo di fornire un’energia pulita e inesauribile. Nonostante i numerosi ostacoli e un budget lievitato oltre i 22 miliardi di dollari, l’ambizioso obiettivo di generare più energia di quella consumata sembra ormai a portata di mano, anche se ci vorranno altri 15 anni prima che possa essere attivato.
L’International Fusion Energy Project (ITER) rappresenta il primo dispositivo di fusione in grado di generare più energia di quella utilizzata per avviare la reazione di fusione. Dopo due decenni, i magneti superconduttori


