L’azione del Questore Stanislao Caruso nella provincia di Frosinone si sta distinguendo per un’impronta di estrema fermezza, traducendosi in una vera e propria offensiva sferrata contro ogni forma di illegalità. I numeri registrati nel solo mese di marzo sono emblematici di questa gestione improntata alla tolleranza zero: ben sessantuno provvedimenti di natura preventiva sono stati emessi in appena trenta giorni, a testimonianza di una macchina della sicurezza che lavora a pieno ritmo e senza sosta.
Il braccio di ferro contro la criminalità e il degrado si è manifestato con particolare vigore attraverso l’allontanamento fisico dei soggetti ritenuti pericolosi. La scelta del Questore di firmare trentacinque fogli di via obbligatori dimostra la volontà di estirpare alla radice le presenze indesiderate, vietando il rientro in provincia a chiunque sia stato sorpreso a delinquere o a turbare l’ordine pubblico. A questa massiccia operazione di “bonifica” territoriale si affiancano tre avvisi orali, strumenti che fungono da ultimo e severo monito per chi è già noto alle forze dell’ordine e persiste in condotte sospette.
La linea della fermezza ha colpito duramente anche i protagonisti della mala movida e delle zone urbane più sensibili. L’adozione di quattordici Daspo Urbani rappresenta una risposta muscolare a episodi di rissa, danneggiamento e furto avvenuti nei pressi di locali ed esercizi pubblici; un segnale inequivocabile del fatto che nessuno spazio di impunità sarà concesso a chi trasforma il divertimento in violenza.
Allo stesso modo, il rigore dell’autorità di pubblica sicurezza si è abbattuto sul mondo dello sport con l’emissione di sette Daspo, confermando che il pugno di ferro del Questore non risparmia alcun contesto in cui la legalità venga messa a rischio. Questa mole impressionante di misure restrittive delinea chiaramente la filosofia di Stanislao Caruso: una prevenzione d’urto che non attende il verificarsi dei reati, ma agisce d’anticipo con una severità proporzionata alla necessità di proteggere i cittadini.


