Un momento straordinariamente storico nel calcio europeo. Soprattutto a livello professionistico e nei primi campionati europei, i top 5, quelli più importanti. E’ tutto vero. Sbarca in panchina una donna. La prima storica allenatrice in una massima serie, in questo caso in Bundesliga.
L’annuncio ufficiale nelle scorse ore. Parliamo di Marie-Louise Eta, che si insedia a tutti gli effetti a Berlino sulla panchina dell’Union. Un traguardo incredibile a sole 34 primavere, per una ragazza che negli ultimi anni ha sempre fatto parte dello staff tecnico e, stimata dalla società, aveva conquistato l’affidamento dell’Under 19.
Risultati e crescita dei talenti sotto gli occhi di tutti fino alla grande chiamata. Quando? Proprio ieri, alla luce della sconfitta dell’Union Berlino sul campo del fanalino Heidenheim, fatal goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’ormai ex tecnico Baumgart, protagonista di un girone di ritorno quasi disastroso che ha spento ogni brillante premessa d’inizio stagione. L’Union è undicesimo, già salvo ma lontano da ogni ambizione europea: sostanzialmente naviga nelle terre di nessuno, quindi qual miglior occasione per lanciare Eta e farla traghettare fino a fine stagione?
Sposata da quando aveva 22 anni, ha preso il cognome di suo marito: una famiglia che vive di calcio, anche lui allenatore. Lei, però, con maggior spicco e talento, evidentemente. Un’occasione storica adesso in Bundes: a 34 primavere allenatrice dell’Union, qualcosa che può ridisegnare orizzonti e confini del calcio europeo. Breccia femminile a livelli elitari, meritocrazia.


