Il giorno in cui Le otto montagne uscirà in sala, ovvero il 22 dicembre, Elisabetta Mazzullo firmerà anche il compromesso della nuova casa che ha comprato con il suo compagno: l’hanno scelta per via del giardino e di un piccolo orto da coltivare insieme e, in questo desiderio quasi primitivo di contatto con la natura, lei sospetta ci sia lo zampino del film con cui sta debuttando al cinema. Trovare una propria dimensione reale in un progetto che è, tutto insieme, il ritorno sullo schermo della coppia Borghi-Marinelli dopo Non essere cattivo e l’adattamento del bestseller di Paolo Cognetti per mano di due belgi che si sono fatti conoscere “giusto” per un “filmetto” come Alabama Monroe, ecco: praticamente mette l’ansia solo a leggerlo. Il rischio che lei facesse tappezzeria c’era eccome. E invece, in qualche modo e nonostante le sue paranoie comprensibili durante le riprese, Elisabetta Mazzullo è un elemento che resta sul serio.
E poi c’è che è andata come piace a noi, come quando c’è dietro una storia da raccontare. Tipo che le è capitato di fare il provino

