Il percorso è stato lungo, marcato da tentativi dilatori e battaglie di bandiera partitica, mentre milioni di giovani fuorisede erano costretti a pagare biglietti di viaggio fuori portata per esercitare il diritto di voto. Oppure, rinunciavano a imbucare la scheda. Ci sono voluti anni di pressioni social e azioni dimostrative di studenti e associazioni: alla fine, hanno ottenuto che il Parlamento si esprimesse sul tema. Non si tratta di una legge stabile, ma di una sperimentazione introdotta grazie ad un emendamento al decreto elezioni. Ad ogni modo, per la prima volta in Italia, alle Europee dei prossimi 8 e 9 giugno, chi si trova lontano da casa per motivi di studio potrà votare anche nella Regione di domicilio, non soltanto
Elezioni europee, il comitato Voto dove vivo: «Primo passo, ora una legge permanente». Ecco come fare per votare fuorisede
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