L’azione di attacco all’Iran, voluta da Donald Trump e dal suo alleato israeliano Benjamin Netanyahu, infligge l’ennesimo colpo al diritto internazionale e alla pacifica coesistenza fra le nazioni.
La pace non è più il fine supremo. L’Onu è stata scavalcata non avendo autorizzato alcuna azione che, nella circostanza, sarebbe stato inammissibile approvare. D’altro canto Trump non ha mancato di mostrare il suo disprezzo per le Nazioni unite, rimarcandone l’inutilità anche nell’ultimo discorso al Palazzo di vetro nel settembre del 2025.
Dalla fine della guerra fredda nel 1989 e, ancora di più, nel Secondo millennio, si è assistito a un’escalation di violazioni che hanno minato la pace internazionale. Tra gli obiettivi dell’invasione dell’Afghanistan, nel 2001, c’era quello di rimuovere i talebani, poi tornati a controllare il Paese nel 2021. Nel 2003, l’attacco all’Iraq è stato giustificato dalla necessità di abbattere il dittatore Saddam Hussein e “riportare la democrazia” fabbricando menzogne del tipo: “l’Iraq possiede armi di distruzione di massa”. A tutto il 2025, l’Iraq non è un Paese ancora del tutto pacificato. La guerra, secondo i calcoli del Body count, ha
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