Decreto sicurezza, obbligo di confisca e pene fino a sei anni per chi organizza rave party illegali

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La stretta del nuovo decreto: oltre alle pene detentive c’è anche la sorveglianza speciale e una multa da mille a 10mila euro per chi organizza rave party abusivi.

D’ora in poi chi vorrà organizzare rave illegali dovrà tener conto di quanto previsto dall’articolo 434 bis del Codice penale. È il nuovo reato varato con decreto legge da contestare anche a chi solo partecipa (ma con pena diminuita): in più di 50 persone si configura l’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico, l’incolumità e la salute pubblica.

Le norme per i rave

Gli organizzatori rischiano da tre a sei anni di reclusione, con multa da mille a diecimila euro e la misura della sorveglianza speciale. Obbligatoria la confisca di tutto ciò che viene utilizzato per l’evento: veicoli, amplificatori, impianti stereo, strumenti musicali, strutture per il palco e altro. A illustrare la norma, poche ore dopo lo sgombero del capannone del maxi-rave alle porte di Modena, è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mentre l’ex collega alla Giustizia Andrea Orlando (Pd) avverte: «Attenzione, pene spropositate e la norma potrebbe valere anche per altro».

L’obiettivo del decreto

Il responsabile del Viminale confida invece «nell’effetto deterrenza della sanzione accessoria della confisca obbligatoria» dei mezzi usati per organizzare questi eventi. L’assenza di una normativa efficace nel nostro Paese, a differenza di quelli limitrofi — sottolinea — ci rendeva vulnerabili come la cronaca degli ultimi anni testimonia. Si tratta di eventi non solo pericolosi per chi vi partecipa ma anche molto dispendiosi per le forze dell’ordine: per il rave di Modena era stato utilizzato un capannone a rischio crollo. Si doveva risolvere la vicenda velocemente». Il lavoro sulla nuova norma era stato avviato nel 2021 dall’ex ministro Luciana Lamorgese dopo

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