Il cambio di governo ha causato un’impasse per l’operazione da 11 miliardi che riguarda l’investimento in Italia di Intel per un impianto dedicato alla fase di back-end (microassemblaggio) del processo di fabbricazione dei chip. “Riprenderemo a lavorare con il nuovo governo italiano”, ha spiegato un portavoce del colosso americano al Sole 24 Ore.
Il quotidiano economico fa il punto sull’operazione. Un piano da 7 miliardi di investimenti e 4 di gestione. In esame fondi pubblici tra 2,5 e 3 miliardi. Posti di lavoro: 1.500 diretti e 3.500 nell’indotto. In corsa il Veneto, che gioca la carta dei collegamenti logistici con la Germania, e il Piemonte, che scommette sulla vicinanza alla grande industria.
Ma mancano i Dpcm sulle risorse statali e sulla dichiarazioni di pubblicità utile delle aree d’insediamento. A ciò si aggiunge, come detto, l’impasse. “Prima contatti sarebbe stati riallacciati, anche se il percorso resta abbastanza complesso, ha ancora tempi tecnici da considerare e ci sarebbero ancora valutazioni in corso da parte di Intel sul profilo industriale dell’operazione da effettuare in Italia in termini di organizzazione con
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