Una lettera di Mark Zuckerberg alla Commissione giustizia della Camera ha rivelato le pressioni subite da Meta da parte dell’amministrazione Biden e dell’FBI riguardo ai contenuti presenti sulla piattaforma. Nel documento, il fondatore di Facebook (oggi Meta) menziona anche il lavoro dei fact-checkers, scatenando alcune reazioni a causa di errate interpretazioni del suo contenuto.
Sui social, così come su alcuni siti considerati inaffidabili da NewsGuard per aver diffuso più volte fake news, circola una versione distorta dei fatti riportati nella lettera di Mark Zuckerberg, nella quale si sostiene che i fact-checkers avrebbero agito sotto gli ordini del governo americano o dell’FBI, rimuovendo contenuti indicati dalle piattaforme di Meta (Facebook e Instagram). Questa narrazione, però, non corrisponde alla realtà per diversi


