L’”organizzazione gerarchica” delle Procure contabili “si pone in contrasto con i principi costituzionali di autonomia e indipendenza“. E “parimenti preoccupante è la previsione di una separazione delle funzioni, se non addirittura delle carriere, tra magistrati giudicanti e requirenti”. All’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile, di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il procuratore generale Pio Silvestri dedica ampi passaggi del suo intervento alla riforma della Corte dei Conti entrata in vigore a gennaio, citando anche la delega attribuita al governo per gerarchizzare le Procure ponendole di fatto sotto il controllo del potere politico, l’antipasto di ciò che potrebbe accadere ai pm ordinari dopo la riforma Nordio (qui l’approfondimento del Fatto sul tema). Nella legge delega si prevede anche “il divieto di passaggio dalle funzioni requirenti alle funzioni giudicanti”, cioè la separazione assoluta delle funzioni di giudice e pm contabile: una novità che “comporterebbe seri problemi di carattere ordinamentale, oltreché organizzativi”, in quanto “l’intervento riguarderebbe, a organico vigente, poco più di cento pubblici ministeri su un totale di 630 magistrati”, avverte Silvestri.
Dopo aver citato il dato “assai significativo” delle
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