Molte paste presentate come italianissime contengono grano coltivato all’estero. La normativa consente infatti l’etichetta “Made in Italy” anche quando la materia prima proviene da Paesi extra-UE. Per evitare le insidie del marketing e scegliere davvero una pasta 100% grano italiano, è fondamentale leggere le diciture obbligatorie sul retro della confezione: Paese di coltivazione e Paese di molitura. L’origine del grano incide sulla qualità e sui residui di pesticidi, in particolare il glifosato.
25 Ottobre 2025
@ryzhov/123RF
Il 78% dei consumatori considera la dicitura “100% Grano Italiano” una garanzia di qualità. Tuttavia, nella maggior parte degli scaffali dei supermercati, il tricolore sul packaging non basta per assicurare l’origine della materia prima.
Il motivo è semplice: la legge permette di definire Made in Italy anche una pasta realizzata con grano coltivato all’estero, se l’ultima trasformazione sostanziale – la pastificazione – avviene in Italia.
Un dettaglio che apre la strada a confezioni con bandiere, colossei e campagne dorate che suggeriscono italianità
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