L’assistente capo del commissariato Mecenate Carmelo Cinturrino è stato arrestato oggi per omicidio volontario perché, si legge nelle 18 pagine di decreto di fermo, “ha cagionato la morte” del 28enne marocchino Abderrahim Mansouri mediante l’esplosione di un colpo di pistola, “coscientemente e volontariamente diretto alla sagoma della vittima, in assenza di qualsivoglia causa di giustificazione”. La pistola finta trovata accanto al cadavere è stata messa dall’agente tanto che il suo profilo genetico è stato individuato in diversi punti della pistola. E ancora: “Mansouri, come emerso dalla preliminare analisi della traiettoria del proiettile, è stato attinto mentre cercava una via di fuga, ancorché in un primo momento avesse minacciato, da circa trenta metri, il lancio di una pietra, ovvero avesse minacciato i poliziotti da una distanza incompatibile con la concreta possibilità di colpirli”.
“Nessuna minaccia concreta da parte di Mansouri”
Il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, quando Cinturrino ha sparato, secondo la Procura di Milano, “non vi era una concreta minaccia ed il grave ritardo con cui furono allertati i soccorsi, ritardo ascrivibile a Cinturrino, il quale tranquillizzò tutti i
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