Un nuovo studio rivela l’accumulo preoccupante di microplastiche nel cervello umano, con livelli in aumento rispetto al passato. Un dato inquietante che dovrebbe farci capire l’urgenza di intervenire per fermare l’inquinamento da plastica
@Canva
Le microplastiche, minuscoli frammenti di plastica con un diametro inferiore a 5 mm, sono diventate una presenza diffusa nell’ambiente. Contaminano infatti l’aria, l’acqua, il suolo e, purtroppo, anche il corpo umano. Numerosi studi hanno già dimostrato la capacità di queste particelle di infiltrarsi in organi vitali come i polmoni e il fegato, arrivando fino al sangue e alla placenta.
Un nuovo studio getta ora benzina sul fuoco, rivelando che le microplastiche stanno penetrando anche nei tessuti cerebrali umani.
In realtà non è la prima volta che si scopre questa situazione, vi avevamo già parlato di un precedente studio che aveva notato come queste piccole particelle possano entrare nel cervello anche dopo solo due ore dall’ingestione.
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La nuova ricerca, ancora in fase di revisione paritaria, ha esaminato
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