Attraverso la tecnica del “man in the mail”, i malviventi si intrufolano nella conversazione mail con il venditore per estorcerci denaro in maniera truffaldina
@fizkes/123rf
Quando si tratta di utilizzare online la nostra carta di credito, per pagare bollette e fatture o per fare shopping, il rischio che qualche malintenzionato rubi il nostro denaro è molto alto – per questo motivo è molto importante fare massima attenzione a dove inseriamo i nostri dati sensibili.
Come messo in evidenza anche da alcuni fatti di cronaca recenti, esiste infatti una vera e propria “truffa” che colpisce il codice IBAN e che può portarci a far finire i nostri soldi direttamente nelle tasche dei malviventi. Di cosa si tratta esattamente e cosa possiamo fare per proteggerci dai ladri?
Innanzitutto, chiariamo cos’è il codice IBAN: si tratta di un codice alfanumerico composto da 27 caratteri fra cifre e lettere. Esso identifica in modo univoco il conto bancario a cui si riferisce, fornendo informazioni sul Paese di creazione del conto, sulla banca, sulla filiale e sul numero del rapporto.
Quando concludiamo un acquisto a distanza, il nostro venditore ci comunica il proprio codice IBAN per ricevere il denaro pattuito: di solito, questa comunicazione avviene via mail. Ed è proprio in questo momento che può farsi avanti il truffatore e trarci in inganno, spingendoci a dare a lui i nostri soldi e non all’acquirente che ne avrebbe diritto.
In pratica, il truffatore sostituisce il proprio codice IBAN a quello del venditore


