Teniamoci stretta l’Atalanta: ha evitato la vergogna degli ottavi di Champions senza una squadra italiana. La formazione bergamasca ha messo in campo, contro il Borussia Dortmund, oltre a valori tecnici consolidati, orgoglio e consistenza fisica, un giusto grado d’intensità. È la caratteristica principe del football europeo ed è quello che era mancato la sera prima all’Inter. In serie A, si può giocare a ritmi bassi, talvolta da pantofolai: a livello internazionale non puoi permettertelo. Basta un Bodo Glimt, forte, ma non fortissimo, per mandarti a casa.
L’Atalanta ha compiuto un’autentica impresa: partiva dallo 0-2 incassato a Dortmund, in un match segnato da un approccio svagato e da errori difensivi. “La partita più bella da quando faccio l’allenatore”, le parole di Raffaele Palladino. Non abbiamo dubbi. Di fronte al suo popolo, l’Atalanta ha aggredito i tedeschi dal primo secondo. Il gol di Scamacca, dopo appena cinque minuti, è stato un passaggio fondamentale: in gare come questa, bisogna scuotere subito il tabellino. Importante anche il 2-0 di Zappacosta in chiusura di primo tempo.
Quando l’Atalanta è rientrata negli spogliatoi, il debito era
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