Gli operai uccisi nella strage di Casteldaccia non dovevano essere lì. Perché l’appalto, anzi il subappalto, non prevedeva lavori dentro le fogne. Non erano quindi autorizzati a scendere nella rete fognaria e nel sistema di sollevamento delle acque reflue. Sono scesi perché una sonda si è bloccata. Ma poi l’ostruzione è saltata. E così i liquami si sono riversati nella cisterna, mentre il gas ha investito la squadra. E così sono morti Epifanio Alsazia e i dipendenti Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri e Ignazio Giordano. Il quinto operaio, Giuseppe La Barbera, era invece un interinale dell’Amap. Ma le domande restano ancora sul tavolo. Perché il tecnico Amap ha autorizzato gli operai a lavorare all’interno dell’impianto? Perché non indossavano protezioni? È vero,
Casteldaccia, la strage in subappalto: il “tappo” saltato e gli operai senza autorizzazione soffocati dal gas
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