L’impianto ENI, classificato ad alto rischio di incidente rilevante, era da tempo oggetto di preoccupazioni. La Procura di Prato ha aperto un fascicolo per accertare le responsabilità della tragedia
@smiletomarghy
La cittadina di Calenzano, alle porte di Firenze, si è svegliata nel dolore e nella rabbia. L’esplosione che ieri ha investito il deposito Eni, uno dei più grandi hub di stoccaggio di carburante della Toscana, ha causato quattro morti, 26 feriti e almeno un disperso.
L’episodio è avvenuto durante le operazioni di carico di un’autobotte: un boato tremendo, udito fino ai comuni limitrofi, seguito da un muro di fiamme e una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza. La conta delle vittime è tragicamente aumentata nelle ultime ore, quando sono stati individuati i corpi dei due dispersi. Tra i feriti vi sono almeno due pazienti in condizioni critiche, ricoverati al Centro Grandi Ustioni di Cisanello a Pisa.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenendo dopo un sopralluogo sul luogo del disastro, ha confermato la gravità della situazione sanitaria: “Abbiamo quattordici persone ancora in
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