Il governo è pronto a chiamarlo, simbolicamente, decreto taglia-tasse. E il taglio, in effetti, ci sarà nel provvedimento collegato alla manovra. Ma sarà parziale, solamente per un anno: l’accorpamento delle aliquote Irpef, oltre ad avere effetti minimi sulla busta paga della maggior parte dei beneficiari, verrà finanziato soltanto per il 2024.
L’esecutivo seguirà, per il decreto, due filoni: uno relativo alle persone fisiche e l’altro per le imprese. Il punto principale è il primo, che prevede la riduzione delle aliquote Irpef. La prima e la seconda verrebbero accorpate: si pagherà il 23% non più soltanto fino a 15mila euro di reddito, ma fino a 28mila. E le coperture basteranno solamente per un anno: non ci sarà un taglio strutturale.
Accorpamento delle aliquote Irpef, l’aumento in busta paga è una beffa: parziale e di impatto minimo
La manovra introdurrà l’accorpamento delle aliquote Irpef, ma poi dovrà essere confermata nella legge di Bilancio successivo. Così come avverrà con il taglio del cuneo fiscale, che probabilmente verrà finanziato per un solo anno. L’esecutivo è senza soldi e questo, ormai, è cosa nota.
Per l’Irpef


