Per molti dipendenti, la busta paga di febbraio rappresenta il minimo annuale. Il fenomeno è dovuto in primis al calendario ridotto, che penalizza chi ha una paga oraria, ma è aggravato dal ricalcolo dei giorni di detrazione, che limita gli sconti fiscali e riduce progressivamente il netto in busta.
Stipendio di febbraio, l’effetto calendario
L’effetto calendario è una dinamica che colpisce in modo selettivo i lavoratori in base alla modalità di calcolo della retribuzione prevista dal proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Per chi ha una retribuzione basata sulle ore effettivamente lavorate, febbraio è penalizzante perché ha solo 28 giorni (o 29 negli anni bisestili). In altre parole a fronte di meno ore lavorate, la paga è più bassa: rispetto a un mese di 31 giorni (come gennaio o marzo), a febbraio si lavorano circa 16-24 ore in meno.
Volendo fare un esempio pratico un operaio che guadagna 12 euro lordi l’ora, lavorando 160 ore a gennaio (20 giorni lavorativi) percepirà 1.920 euro. A febbraio, con 144 ore (18 giorni lavorativi), ne percepirà 1.728. Una differenza netta di quasi 200
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