Non un’analisi contingente, né un esercizio di cronaca geopolitica, ma un invito a disinnescare categorie mentali che da decenni deformano lo sguardo occidentale sul Medio Oriente. Nella cornice della Fondazione Mirafiore, Lorenzo Kamel, professore ordinario di Storia internazionale all’Università di Torino e tra i più autorevoli studiosi italiani del Medio Oriente, ha articolato una lectio in dieci passaggi, serrata e documentata, invitando a superare pregiudizi e lenti eurocentriche per cogliere la profondità storica di una regione troppo spesso ridotta a numeri, emergenze e tragedie.
L’intervento dello storico ha smontato uno per uno concetti apparentemente naturali come capitale, minoranza o confine, mostrandone le radici coloniali o le imposizioni esterne più recenti. Grande attenzione è stata dedicata alla Striscia di Gaza che, ha spiegato, non è mai stata storicamente un muro o un’enclave chiusa, ma un corridoio di passaggio, la “Way of the Philistines”, tra l’Egitto e la terra di Canaan. La sua trasformazione in una “striscia” isolata è un prodotto novecentesco, legato a operazioni militari e a mutamenti demografici successivi alla Nakba del 1948.
Mostrando tre fotografie che immortalano alcune donne nel
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