Muso perforato, corda tirata, dolore costante. Per secoli gli orsi labiati sono stati costretti a “ballare” per le strade dell’India. Oggi vivono in santuari protetti. Ma la battaglia non è finita.
Rani non dimenticherà mai. Il dolore della corda che le attraversava il muso, il terrore delle percosse, gli anni passati a “ballare” per i turisti lungo le strade polverose dell’India. Era il 2002 quando è stata salvata. È stata la prima, dopo di lei ne sono arrivati altri 619.
Per secoli, gli orsi labiati sono stati vittime di una pratica tanto radicata quanto brutale: catturati da cuccioli, i loro musi venivano perforati con ferri roventi. Una corda veniva fatta passare attraverso la ferita, trasformandosi in uno strumento di controllo permanente. Ogni tiro causava dolore lancinante. Ogni “passo di danza” era in realtà un tentativo disperato di sfuggire alla sofferenza.
La comunità dietro la tradizione
Dietro questa pratica c’era una ragione economica disperata. La comunità nomade dei Qalandar, impoverita e marginalizzata, dipendeva completamente da questi spettacoli per sopravvivere. Di villaggio in villaggio, di città in città, gli orsi erano il
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