Le aurore su Marte, osservate dalla sonda MAVEN, durante il massimo solare offrono uno spettacolo unico e straordinario. L’attività aurorale marziana è al suo apice, con potenziali implicazioni per future missioni umane.
Rappresentazione dell’artista di MAVEN su Marte. (NASA/GSFC)
Le aurore su Marte offrono uno spettacolo unico, diverso da quello che siamo abituati a vedere sulla Terra. Il Pianeta Rosso, privo di un campo magnetico, permette al vento solare di interagire direttamente con la sua atmosfera sottile, generando un’incantevole luce ultravioletta. La sonda MAVEN della NASA (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN) ha avuto il privilegio di osservare questo fenomeno straordinario. Nel mese di febbraio, la sonda ha catturato spettacolari aurore che hanno illuminato l’intero pianeta marziano in diverse occasioni: il 3 e 4, 7-10, e il 15 e 16 febbraio.
L’aumento dell’attività aurorale è stato attribuito alla fase di massimo solare, in cui il Sole raggiunge il picco della sua attività. Durante questo periodo, si verificano espulsioni di massa coronale (CME) che rilasciano un maggior numero di particelle energetiche nel vento solare, le quali hanno un impatto significativo


