“Siamo profondamente addolorati per la scomparsa dell’ex giocatrice delle selezioni giovanili inglesi Amy Carr, morta a 35 anni. Amy ha dedicato il suo tempo a raccogliere fondi per la ricerca sui tumori cerebrali. Rimane un’ispirazione per tutti”. Recita così il comunicato della pagina ufficiale della Nazionale di calcio inglese femminile, le Leonesse. Per una storia che ha commosso e che oggi addolora tutto il mondo del calcio britannico, la scomparsa di Amy Carr.
Non ce l’ha fatta Amy. Non ce l’ha fatta l’ex giocatrice di Arsenal e Chelsea, con un percorso anche per tutto il settore giovanile della nazionale. Complice quella battaglia al tumore al cervello, ha drammaticamente alzato bandiera bianca e s’è spenta all’età di 35 primavere.
Una storia che ha commosso e ispirato tutti. Scoprì quasi per caso la malattia nel lontano 2015. Fu costretta a lasciar il calcio professionistico. Si operò, per rimuovere la massa tumorale, ma perse inizialmente il cammino così come come la parola. Dopo anni di chemioterapia, radioterapia e fisioterapia, tornò passo dopo passo a camminare fino a completare nel 2024 la maratona di Dublino.
Nel 2025 il peggioramento, a dieci anni dalla scoperta. Fino a ieri e quella notte fatale, quando non c’è più stato nulla da fare. Ma per quanto di grandioso realizzato in 35 anni di vita, Amy ha ispirato generazioni. Ha lanciato una raccolta fondi per la battaglia al tumore, come emblema manifesto contro la sua malattia: la sua figura riecheggerà sempre oltremanica, e non sarà mai dimenticata.



