Lo studio fornisce il primo esame funzionale di come l’inibizione a lungo raggio avviata nella zona incerta modella i calcoli della neocorteccia e la regolazione delle sue funzioni.
Un team di scienziati tedeschi ha scoperto che la cosiddetta ”zona incerta”, un’area poco conosciuta del cervello, comunica in modo non convenzionale con la neocorteccia, il sito di deposito per eccellenza dei ricordi, per controllare rapidamente la formazione dei ricordi. I ricercatori sostengono che lo studio della memoria ha implicazioni che vanno dal suo trattamento e disturbi d’ansia all’intelligenza artificiale e alla progettazione efficiente di “hardware” e “software” ed è quindi di grande importanza. Per formare i ricordi, il cervello ha bisogno di costruire associazioni tra i segnali sensoriali che provengono “dal basso verso l’alto” (o dall’esterno verso l’interno) dall’ambiente e i segnali “dall’alto verso il basso” (o dall’interno verso l’esterno) generati internamente che trasmettono informazioni sulle esperienze passate e obiettivi attuali. Questi segnali dall’alto verso il basso rimangono enigmatici e sono quindi al centro della ricerca attuale. La dottoressa Anna Schroeder, prima autrice dello studio, ha scelto di concentrarsi su un


