Il progetto SOLARIS dell’ESA e l’iniziativa giapponese OHISAMA stanno aprendo nuove frontiere nella trasmissione di energia solare dallo spazio alla Terra, sfruttando tecnologie avanzate per migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità a livello globale
©ESA
L’energia solare spaziale ha una lunga storia. Nel 1958, il satellite Vanguard 1 degli Stati Uniti fu il primo veicolo spaziale a utilizzare un pannello solare per alimentare un trasmettitore radio. Anche se il satellite smise di funzionare dopo alcuni anni, è ancora in orbita, rappresentando il più antico oggetto artificiale in orbita intorno alla Terra. Vanguard 1 ha aperto la strada all’uso dell’energia solare nello spazio. Oggi, la Stazione Spaziale Internazionale è dotata di oltre 400 metri quadrati di pannelli che forniscono un’energia 240.000 volte superiore rispetto al piccolo impianto di Vanguard 1.
Se è possibile fornire energia solare ai veicoli spaziali, questa energia rinnovabile potrebbe essere trasmessa continuamente e costantemente alla Terra con maggiore efficienza, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche? Questo è l’obiettivo del progetto SOLARIS, su cui l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si concentrerà nei prossimi anni.
Il progetto SOLARIS
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