Uno studio pubblicato di recente ha fatto luce sugli straordinari adattamenti genetici degli animali, soprattutto dei lupi all’interno della zona di esclusione di Chernobyl: le loro informazioni genetiche sembrano resistenti all’aumento del rischio di tumori
©okyela/123rf
Un sistema immunitario geneticamente alterato e super resistente al cancro: così alcuni studiosi si sono focalizzati sugli straordinari adattamenti genetici degli animali, in particolare dei lupi, all’interno della zona di esclusione di Chernobyl, uno degli ambienti più ostili del mondo, fornendo, pare, indizi utili alla ricerca sul cancro sugli esseri umani.
Come sappiamo, un reattore nucleare esplose nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, nel 1986, con più di 100mila persone evacuate dalla città a causa del rilascio di radiazioni cancerose. Da allora l’area è rimasta abbandonata, con una vera e propria “zona di esclusione” (CEZ) istituita per impedire alle persone di entrare in un’area di 1.000 miglia quadrate, dove le radiazioni rappresentano ancora un serio rischio.
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E se lì gli esseri umani potrebbero non sono mai più tornati,
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