Ora che è libero dalla veste ufficiale di conduttore e direttore artistico di Sanremo, incarico portato a termine sabato notte dopo cinque edizioni di grande successo, Amadeus torna sul caso politico più scottante dell’edizione appena conclusasi: gli appelli di varia forma e natura per la pace e/o contro il presunto «genocidio» in corso a Gaza dal palco dell’Ariston, e le conseguenti proteste di Israele e di alcune comunità ebraiche. Amadeus, semplicemente, non ci sta ad accettare la tesi – contenuta nella nota del day after di Sanremo dell’ambasciatore d’Israele in Italia – secondo cui questo Festival sarebbe stato «sfruttato per diffondere odio» contro lo Stato ebraico. «Rispetto le decisioni di tutti, ma non sono assolutamente d’accordo con questa affermazione, nella
Amadeus contro l’ambasciatore d’Israele: «All’Ariston diffuso odio? No, solo appelli per la pace. Guai a chi tocca Sanremo»
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