Antico rito propiziatorio celebrato in occasione dell’Epifania, il falò brucia simbolicamente l’anno vecchio per accogliere quello nuovo. Ecco dove vederlo in diverse parti d’Italia
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Falò, Panevìn, Panèra, Capàn, Fogherada, Pignarûl, sono diversi i nomi che identificano i fuochi accesi in occasione dell’Epifania in varie parti d’Italia. La tradizione prevede che vengano bruciate enormi cataste di legno e frasche ma c’è anche chi brucia fantocci.
Il falò serve simbolicamente a scacciare via l’anno appena trascorso, allontanandone le influenze negative, e a propiziare la fortuna per l’anno nuovo… sempre che il fumo vada nella direzione giusta!
Pignarûl a Tarcento
A Tarcento, e in altre zone del Friuli, il falò è conosciuto come “Pignarûl” e consiste in una catasta di legna, fieno e stoppie. Tradizionalmente viene preparato da giovani paesani chiamati “Pignarulârs”, e bruciato la sera del 6 gennaio. Tutti si riuniscono per l’occasione intorno al fuoco sorseggiando vin brulè, talvolta ballando e cantando. E’ molto importante secondo la tradizione popolare friulana osservare la direzione del fumo per capire se sarà un anno buono o nefasto.
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