Nel caos si riparte dai dati, quelli certi. Gli ultimi che abbiamo della guerra tra Hamas e Israele delineano un quadro fatto di orrore e sangue. Mentre scriviamo, i morti israeliani sotto le atrocità dei terroristi di Hamas sono circa 1500, 130 le persone rapite. Le vittime civili a Gaza, colpita da migliaia di razzi dal 7 ottobre scorso, sono quasi 1600, tra cui 500 bambini e 276 donne. Poi ci sono le immagini, i video che circolano in rete (non sempre veritieri), le testimonianze delle famiglie distrutte, dei genitori in cerca dei loro figli. Dei bambini martoriati, le donne violentate, i corpi squarciati, i cani decapitati.
Davanti all’orrore e all’incomprensione quasi totale dei conflitti in un tentativo estremo di semplificazione, ci si sente spesso in dovere di chiedere: «Tu da che parte stai?». È la domanda che viene più spesso pronunciata in questi giorni, motivo di dibattito online e a casa. Perché a tutti noi è stato chiesto, dopo il


