L’incubo di Mimmo Lucano è finito. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, dopo sette ore di camera di consiglio, ha ribaltato quasi del tutto la decisione del Tribunale di Locri che, a settembre del 2021, aveva condannato a 13 anni e quattro mesi l’ex sindaco di Riace, dopo l’inchiesta sul «modello Riace», il suo progetto di accoglienza dei migranti. La nuova sentenza condanna Mimmo Lucano a un anno e sei mesi, con pena sospesa, per un reato amministrativo: sono cadute tutte le altre imputazioni, dall’associazione a delinquere, alla truffa in danno dello Stato, dal peculato, alla falsità ideologica, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
All’ex sindaco di Riace veniva contestato un ammanco di finanziamenti dello Sprar per i richiedenti asilo e rifugiati, assunto smontato nell’ultima sentenza. Uno dei suoi difensori, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, nell’arringa aveva sottolineato che Lucano «in tutta la sua vita ha sempre fatto quello che serviva agli altri e non quello che serviva a se stesso». E ancora: «Falcone, tra le


