Crisi alimentare, cresce l’allarme. Biden: “La carenza di cibo sarà emergenza reale”

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Guerra in Ucraina, il presidente francesce Macron: “Una carestia ineluttabile tra 12-18 mesi”. E indica Egitto e Africa del Nord come aree a rischio di penuria di cereali. Il G7 chiede una sessione straordinaria della Fao.

Washington, 24 marzo 2022 – Cresce l’allarme per una possibile crisi alimentare nei prossimi mesi, innescata dalla guerra in Ucraina. “L’emergenza cibo sarà reale, il prezzo delle sanzioni non lo paga solo la Russia ma anche i nostri alleati europei”, ha detto il presidente americano Joe Biden. “Abbiamo parlato di come supplire a eventuali carenze di cibo”, ha sottolineato in una conferenza stampa a Bruxelles, al termine del vertice Nato.

“La guerra di Putin pone crescente pressione sulla sicurezza alimentare globale“, sottolineano i leader del G7, promettendo di fare uso di “tutti gli strumenti e i meccanismi finanziari per occuparci della sicurezza alimentare e la resilienza del settore agricolo”. E chiedono una sessione straordinaria della Fao “per affrontare le conseguenze sulla sicurezza alimentare mondiale e l’agricoltura derivanti dall’aggressione russa contro l’Ucraina”. Il G7 si impegna “a erogare forniture alimentari sostenibili all’Ucraina e sostenere i suoi sforzi di produzione alimentare”. I leader promettono di lavorare con tutte le rilevanti organizzazioni multinazionali per il sostegno “a paesi con acuta insicurezza alimentare”.

Macron: crisi alimentare senza precedenti

Sempre oggi il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che ‘stiamo entrando in una crisi alimentare senza precedenti” e ”il peggio si vedrà tra 12-18 mesi”. Nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles al termine del G7 ha spiegato che ”la guerra in Ucraina rende impossibile seminare come si dovrebbe”, ha aggiunto. Macron ha proposto oggi un piano d’emergenza per la sicurezza alimentare mondiale e la produzione di cereali, nei vertici di Bruxelles dell’Ue e del G7, con l’obiettivo di rispondere ai rischi di “carestia” che potrebbe provocare la guerra in Ucraina.

A forte rischio Medio Oriente e Africa

Un tema che lo stesso Macron aveva sollevato il 10 e 11 marzo al vertice di Versailles. In entrambi i vertici di oggi, Macron ha lanciato un appello alla “responsabilità” a Mosca, affinché consenta che sia portata a termine la semina in Ucraina. Nel caso contrario, la guerra provocherà fra 12 e 18 mesi “una carestia ineluttabile”, con rischia di penuria di cereali in Egitto e in Africa del Nord.

Nel vicino e Medio Oriente e in Africa, alcuni paesi sono molto dipendenti dai cereali prodotti in Russia e in Ucraina per nutrire la loro popolazione, in particolare – ha ricordato Macron – l’Egitto che “ne dipende all’80%”. Quindi, “in qualità di presidente del Consiglio dell’Ue e d’intesa con l’Unione africana”.

Macron ha proposto “un’iniziativa per la sicurezza alimentare”, che preveda anzitutto “un piano d’emergenza di liberazione degli stock nel caso di crisi per evitare qualsiasi situazione di penuria e moderare gli aumenti dei prezzi”. Altro capitolo, “ottenere un impegno multilaterale a non imporre restrizioni alle esportazioni di materie prime agricole”, per evitare blocchi come quelli che avevano colpito le esportazioni di vaccini durante la crisi del Covid. Infine, il capo dell’Eliseo ha auspicato “fin da quest’estate un’azione coordinata dei paesi produttori per aumentare temporaneamente le soglie di produzione quando è possibile” e “applicare un meccanismo di assegnazione dei volumi per garantire un accesso a tutti, in particolare ai più vulnerabili, in quantità sufficiente e a prezzi ragionevoli”.

Questo meccanismo di ripartizione – ha spiegato – “si ispira all’iniziativa sulla distribuzione dei vaccini anti Covid nei paesi più poveri”. Macron ha suggerito anche di aiutare la produzione nei paesi più coinvolti, “aumentando in modo significativo gli investimenti nella produzione alimentare permanente e le catene di produzione agricola”. Il presidente francese ha precisato di aver esposto questa sua iniziativa ai suoi omologhi del G7, in gran parte grossi produttori, per impegnarli su questa strada, e di aver intenzione di allargare l’iniziativa nel quadro del G20.

Fonte: Quotidiano Nazionale.net

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