In Italia c’è un’emergenza di cui si parla poco, pochissimo, per non assumersene la responsabilità: i più di 140 morti ogni giorno per il particolato fine (il Pm2.5). L’Italia è il Paese Ue dove ogni anno si registrano più decessi prematuri a causa di questa sostanza. Come riporta Openpolis secondo l’organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel mondo quasi 7 milioni di persone ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, presente sia nell’ambiente esterno che dentro casa.
Il particolato fine è una delle sostanze più nocive. E il nostro Paese detiene il primato negativo
In Europa esso rappresenta il principale fattore di rischio per la salute. Tra le sostanze più pericolose, l’Oms individua il particolato (Pm), il biossido di azoto (No2), il biossido di zolfo (So2) e l’ozono troposferico (O3). Il particolato fine però rappresenta un fattore di rischio particolarmente rilevante per via delle dimensioni estremamente ridotte delle sue particelle (inferiori ai 2,5 micrometri di diametro), che gli permettono di raggiungere in profondità il sistema respiratorio umano. Entrando anche nel sangue, si sparge in tutti gli organi e i tessuti. Al


